Letteratura soffusa per i vostri pomeriggi in cambusa!

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La Signorina Rebus va a Tangeri (3)

(Continua)- Quel giovane principe deve avere non poca costanza ed avere alle spalle non poca esperienza nelle arti del corteggiamento per vedersi rifiutare per la terza volta in tre giorni lo splendido mazzo di fiori con cui é suo volere rendere omaggio alla leggiadria della bionda signorina dada lui notata e più volte avvicinata al ballo diplomatico dell' altra sera all'ambasciata francese a Tangeri. E d'altra parte una persona della sua posizione e della sua prestanza non dovrebbe faticare nel trovare refrigerio alla sua bruciante passione, ma tant'è, povero lui, che mi sembra si sia preso una bella cotta per la cliente della camera 261 del nostro Hotel. Poco gli costerebbe in realtà ricorrere alle armi segrete che in passato hanno fatto la fama dei suoi antenati in materia di seduzioni e rapimenti, al punto che mentre scrivo egli avrebbe già potuto neutralizzare la di lei resistenza con un qualche sonnifero iniettatole in subdola maniera per poi portar la nel bel mezzo del suo accampamento dove, nella sua tenda, ella avrebbe atteso in vincoli di soddisfare i di lui desideri, dopo le abbondanti abluzioni e i vari rituali di preparazione, fra l'invidia mista all' ammirazione delle altre donne dell'harem. Oppure avrebbe potuto saziare subito il proprio appetito costringendola fra il fuoco della passione e il fuoco della sabbia in un flagrante contrasto epidermico divenuto ben presto gioco al limite del lecito. Ma di fronte al comportamento di queste rampollo cresciuto, chissà, fra i Beach Boys e il "Paradiso Perduto" di Milton in qualche college californiano, non si può che constatare l'ulteriore avvenuta trasformazione dei costumi anche in queste genti così romanticamente protagoniste di gesta degne dei cavalieri erranti. E così come l'altra sera noi tutti dovemmo accontentarci di gettare solamente qualche discreta occhiata alle grazie pensili della Nostra, oggi il principe non può che alzare lo sguardo verso la terrazza della camera 261 ed aspettare il momento in cui lei uscirà sul far della sera per ammirarla mentre nutre amorevolmente tortore e colombi che si posano sul parapetto e sperare in ogni momento di non vederla richiamata all'interno da qualche voce che le ricorda certi suoi doveri...
Hector Shmector (The Fanz nr. 8 - Febbrato 1988)