Testimonianza di Ted Nylon
"Gira al gommista" fa parte del periodo più StyleCouncilWellerante con predilezione all'acustico dei Teritals.
E' direttamente citato per nome Vittorio Brocadello, ovvero Graham "Granarolo" Cachemire (per il Fanclèb, uno dei primi amici intimi della band). Con quel coro "Grande Bamba chi non gira", questa song mi ha sempre evocato la bassa, il pulmino nolleggiato con cui ci muovevamo tra nebbie e le trattorie come non ci sono più. "Il gatto Cirillo" esisteva veramente ed era parte integrante del mitico luogo denominato (a scelta) dalle vecchine o dalle zitelle e situato in quel di San Pietro di Ozzano Emilia. Non aveva denominazione (tipo Trattoria o Ristorante). Esisteva solo per chi lo conosceva e si poteva andare esclusivamente prenotando su telefonata al numero corrispondente agli "Alimentari Avoni". La domanda era: "Tagliatelle per quanti?"
Lì si mangiava solo tagliatelle al ragù e riga! Arrivati in cima alla collina tra la chiesa ed alcune case, si scorgeva lo store (tipo Far West con dentro di tutto: dallo spillo all'elefante) conosciuto appunto come Alimentari Avoni . Di fianco c'era una piccola cucina ed era una scena da Novecento di Bertolucci.
Al Caminetto si scaldava un vecchino, un'altra anzianissima ai fornelli controllava il ragù e l'ultima tagliava la sfoglia con velocità strabiliante , la apriva e stendeva le tagliatelle pronte per la cottura. Il gatto Cirillo piluccava il ragù e dei pezzi caduti a terra.
C'era una radio accesa e niente TV. Mentre si aspettava si prendeva posto in una stanza posta nella casa di fronte, con un'enorme stufa di maiolica in mezzo. Vino: 1 tipo di rosso e 1 tipo di bianco (e ringraziare!). Ognuno si apparecchiava con tovaglie di carta (mi pare di ricordare qualche gara di Sbagliart su quelle tovaglie!) e si serviva di sottaceti, cipolle rosse (lampascioni) e crudo o salame da affettarsi (oltre che il pane)!
Quando le tagliatelle erano pronte ognuno andava a prendersi il piatto dalla cucina (riattraversando il cortile) e se lo portava nella stanza attrezzata per il taffio. Alla fine i conti si facevano assieme alle vecchine con lapis su fogli gialli da salumiere (bleffando quasi sempre sulla quantità di salume affettato). Prezzi ultramodici, tagliatelle esaltanti. Forse bisognava girare al gommista per arrivarci.
Il locale fu chiuso almeno 10 anni fa per questioni igieniche.