Testimonianza di Phil Anka
Per me "Gira al gommista" rappresenta perfettamente il primo periodo dei Teritals coscienti di se', quello in cui si cominciò a capire che in effetti ci stavamo mutando in un "gruppo" e, volenti o nolenti, non ce lo avrebbero mai più perdonato. Eravamo pur sempre dei cazzoni come nell'82, quando infestavamo i già miserabili pranzi dei colleghi alla mensa universitaria con le nostre composizioni irripetibili, però ai tempi del Gommista, nel 1985, qualcosa si era definitivamente innescato, qualcosa avevamo già condiviso e attorno a noi si stava solidificando un guscio iridescente, proprio come capita alle band vere.
Bob e Ted ci raggiungevano nella bassa, ai Bongo's, sotto i tetti di casa Syno. Li vedevo arrivare a piedi dalla stazione, sagome inconfondibili tutti e tre: Rodia, Nylon e l'enorme borsa "ciclo della carta" di quest'ultimo. Ronnie Shetland convergeva lì da Cento, tagliando la nebbia solo grazie alla sua inaffondabile Ford "Bluesmobile" giallanera. E di lì a poco Lauro O' sarebbe arrivato a chiudere perfettamente l'incastro.
Insomma, Bob Rodiatoce arrivava con questi pacchettini pulsanti, li apriva e oplà, ogni volta c'era il seme o la giovane pianticella di una canzone. A me sembravano tutte bellissime, "Gira al gommista" fu da subito una delle mie preferite e ancora oggi lo è.
E ho un ricordo preciso su questo brano. Se volete è più un'immagine, una fotografia.
Pomeriggio di buio precoce, la solita torma del Fanclèb, gruppo di amici più o meno fissi che partecipava attivamente alle prove di LMT, ha cessato di venderne e ha lasciato il Bongo's Studio. Bob è seduto di fronte a me, accanto alla Meazzi di Polso, arpeggia questa canzone nuova. Moe Herr è accoccolata vicino a lui. Ronnie è in piedi e ha appena trovato il "giro" di basso per il Gommista. La luce è la solita, poca a calda, della mansarda, forse c'è qualcuno di sotto con Paul che parla, io mi appoggio al muro accanto alla stufa e ho la sensazione di sentire tutto contemporaneamente: la modesta animazione del sabato pomeriggio a San Pietro in Casale, la gente nei negozi, i treni, la mia casa e le persone con cui sono cresciuto e questi nuovi amici che suonano, ora. Fu un inspiegabile momento perfetto, poi l'ipnosi del giro del Gommista si dissolse, ma non se ne andò mai del tutto.