17 Maggio 2006
i bimbi dicono sempre la verità
"C'era scritto sul giornale / che la Juve è un gran..."
Vimercato da robgrassilli - 17 Maggio 2006
10 Maggio 2006
Bongos in Traslation
Se di solito nel rock si comincia dalle cantine o dai garage(s), nel nostro caso invece siamo partiti dalla soffitta. Era il lontano 1984 quando si decise di trasformare la stanza piu' incasinata del granaio di casa Marmocchi in luogo adibito a ruggia rockettara. E così sono nati i Bongos Studios. Per più di vent'anni prove, registrazioni, esperimenti sonori di vario tipo etc etc hanno allietato le orecchie dei pazientissimi vicini e dei famigliari consenzienti. Ora però, causa trasloco imminente e anche un pò di crisi creativa, ho deciso di trasferire quegli strumenti rimasti in una nuova sede che forse diventerà la prossima location del canzonificio casalingo. Penso che la batteria elettronica sostituirà quella reale anche perchè con l'età la pigrizia prende il sopravvento e non è più così facile scatenarsi sui tamburi dopo una giornata di lavoro come facevo prima. Ovviamente la stanza in soffitta rimane sempre lì ma ora è proprio vuota. Possiamo dire che i mitici Bongos sono "ibernati" come LMT e magari è venuto il momento di organizzare visite guidate delle scolaresche: "Ecco, proprio seduto in quell'angolo Ronnie Shetland provò per la prima volta il giro di basso di Paul Weller è a Riccione..."
Vimercato da Paul Syno - 10 Maggio 2006
3 Maggio 2006
54° (Capital concert)
26/12/86, Discoteca Uonna Club, Roma
Primo concerto nella Capitale, poco retribuito ma ben supportato da Daniela Amenta e Federico Fiume (è il primo concerto di LMT ad ottenere recensioni specifiche). Ai nostri viene concesso un lungo e rilassato sound-check, dentro a quel club sulla Cassia che deve averne viste di ogni. Ad attenderli on-stage, un oggetto da autentica estasi del trash: la batteria dei "Cugini di Campagna", original anni '70. E' bianca, laccata, fatta come i pantaloni di un grassone; Paul Syno non può credere che dovrà pestare su tale infausto cimelio. Ad aiutarlo, nel difficilissimo montaggio, un competente ma inquietante Nicola di Bari dei Poveri (!!). Dopo un paio di interviste (una con "Radio Proletaria"...), la Band viene portata a sfamarsi da una buiaccara seminascosta nelle prime campagne romane. In pratica, finiscono nello scantinato di una signora che mette in pentola, nella sua cucina, qualche etto di bucatini in più visto che c'è gente.
Più tardi, nel Uonna bello stipato (350-400 persone), i Teritals aprono le danze con la sigla "Stop the Pigeon" (tratto dal cartone "Dastarly, Muttley e le macchine volanti"). Tracce della serata di "Vera Democrazia e calore umano" le trovate nelle parole di Danielina nostra Amenta (Pina Chiffon, nel Fanclèb), scritte per l'Unità. I Lini, denudati e ricacciati sul palco (a Phil viene strappata a forza la "canottiera del Fakocero"), ne vendono fino a tardissima ora. Resta ad attenderli, per conoscerli, l'imprudente (e nuovo amico fraterno) Giancarlo Susanna.
Un paio di segnalazioni erano uscite anche su Messaggero e Porta Portese.
Vimercato da Horace Boccabuona - 3 Maggio 2006
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