28 Giugno 2004
Bongo Studios II: l'Era LMT
A pensarci bene , l'adolescenza e' gia' un periodo difficile. Figuriamoci poi se la si passa per il 90% del tempo chiusi in soffitta a suonare.
Per quel che mi ricordo LINO E I MISTOTERITAL mi capitarono addosso come l'acne e i compiti in classe di matematica senza che io riuscissi a capire cosa mi stava succedendo.
Ero un giovane batterista in perenne oscillazione tra la voglia di farmi notare e l'autismo piu' assoluto. Mi chiedevo : sbarbe o chitarrino? discoteca o sala prove? Solo dopo mi fu chiaro che non potevo essere altro che uno sbarbo deviante e alternativo.
A me fondalmentalmente piacevano le prove. I brani che nascevano e le improvvisazioni deliranti in cui osavamo mescolare brani in maniera blasfema. Era li' che davo il meglio. La vera sofferenza per me erano le trasferte. Suonare fuori casa senza le ciabatte. Panico e fatica!!
Ma nel bongo - universo...
Ricordo con gusto un medley eseguito con ANKA : tutto ABBEY ROAD per sola voce e batteria...
Ma anche le prove di brani in stile anni'50 prima di un concerto carnevalesco a Pieve di Cento.
E poi la chitarra di Bobbi. Ho imparato a suonarla guardando lui e credo che tutti i 320 brani che ho scritto dopo risentano della sua influenza.
E poi cos'altro? C'era il pavimento che tremava ma i vicini di casa non si lamentavano mai.
Forse noi LMT dovremmo ringraziare specialmente loro.
Prossimamente : tecniche di bongo - registrazione per giovani rockisti.
cliccando sulle foto, dall'alto in basso:
1) la nebbia della Bassa in piazza a S. Pietro in Casale, unica barriera acustica contro il bailamme prodotto dai BONGO'S, praticamente lì di fronte.
2) 1985: Paul Syno e Phil Anka festeggiano nei pressi dei BONGO's la candidatura della Band alla finale del concorso "Indipendenti '86", brandendo copie del mensile "Fare Musica". La manifestazione era collegata all' emittente "Videomusic" e alla prima edizione storica di "Arezzo Wawe".
3) ancora Syno e Anka ai BONGO's, 1988 circa. Tentativi di produzioni alternative.
4) Il Bar dei Panini Sbagliati di San Pietro in Casale. Bob e Ted possono raccontarla meglio: era lo spaccio da usare al volo per sfamarsi prima delle prove serali ai BONGO's. Mai capitò, nemmeno una volta, che venisse servito loro un panino con la farcitura esatta.
Vimercato da Paul Syno - 28 Giugno 2004
22 Giugno 2004
Chi ha detto che l'Olanda deve essere per forza un posto via da me
Cosa succede a una donna, secondo voi, se , per strada ad Amsterdam, in bicicletta, inizia a cantare a squarciagola con la sua amata figlioletta: "TOSTAPANINO VALZER, VALZER, VALZER,
TOSTAPANINO VALZER, VAAAAAALZE'R"
La gente si gira, qualche turista italiano sorride, penserà che io sia una riminese in vena di malinconia.
In realtà, in fondo al mio cuore spero che qualcuno mi fermi e mi dica: "Daaaaaaaaaaaaaaaaaiiiii, conosci una canzone dei Lino e Mistoterital?"
E poi spero che si inizi a fare la gara a chi si ricorda più titoli e ci mettiamo a cantare qualche brano e di lì passa per caso un agente di una casa discografica che si commuove (che sogno naif... commuoversi...) e mi offre un contratto trilionario e io, come John Belushi, vado a riunire la band.
Tutto questo per ringraziare di cuore Roberto, aka Phil Anka, per averrmi spedito due frutti del suo lavoro, i due CD dei Lino e Mistoterital che io sentivo a casa --o in automobile-- di Sergio.
Prima di scrivere questo post li ho sentiti tante volte e devo dire che non ricordavo altro che dei testi buffi con una musica allegra.
Invece ora, leggendo i testi e sentendo la musica mi rendo conto di quanto sia ricco, di quanta testa e passione ci sia dentro.
Devo riascoltare ancora tante volte le canzoni, io ci metto sempre un po', anche perchè con Marta non ho mai la concentrazione giusta, ma riconosco delle sonorità familiari e voglio scriverele a Roberto --che canta con una voce pulitissima -- per vedere se non ho preso degli abbagli.
Spero vivamente che i Lino e Mistoterital tornino nuovamente a suonare, anche solo per una volta, perchè vorrei sentirli dal vivo.
Intanto sento i due CD e gli mp3 disponibili sul loro sito ufficiale.
Vimercato da robgrassilli - 22 Giugno 2004
14 Giugno 2004
Ray Charles in my mind
La sua voce era già nelle mie orecchie da prima, come altri suoni di sistema delle nostre vite: Sinatra, i Cetra, i Beatles, Mina, Armstrong, eccetera. Più tardi divenni consapevole del nome di quella voce, durante una trasmissione dell'Altra Domenica di Renzo Arbore.
Il Benemerito mostrò alle popolazioni rupestri un corto animato, un passouno in cui un Jimmy Carter di plastilina cantava "Georgia on my mind" con la voce di Ray Charles (Oscar 1977).
Il filmato era delizioso, fui stregato di quel presidentino che cantava alla luna dalla scrivania di una Casa Bianca di pongo.
Alla fine, divenuto il sottoscritto un discreto consumatore di musica, the Genius ebbe una faccia e un corpo. Seppi così che Stevie Wonder non era l'unico cantante black & blind e che la presenza scenica del signore in questione erano da tempo materiale per comici e imitatori americani. La parodia che ne fece John Belushi-Beethowen in una dei suoi fulminanti sketch al "Saturday Night Live" era di livello tale da giustificare numerevoli inviti serali agli amici che non avevano ancora visionato il vhs acquistato durante vacanze anglosassoni.
Arrivarono gli anni '80 dove Ray, John (e Dan e Arteha e Cab...) s'incontrarono in una pellicola e mostrarono la luce a ragazzotti come me, Bob, Ted, Polso e gli altri.
in "The Blues Brothers" il pezzo con Ray Charles è uno dei più vitali e insensatamente irresistibili. Senza alcuna ragione, ti trovi a ballare anche tu sui cavalcavia del Ring, la metropolitana che romba fra i palazzi di Chicago. Ray Charles, a quel punto voce, volto, corpo, personaggio, diventava mito anche per la mia generazione.
Circa un decennio più tardi feci la mia prima esplorazione degli Usa, assieme a Lia, iniziando proprio dalla Georgia. Guidavo lento nel sole della Peachtree e la radio cantava "Hit the road, Jack. And don't you come back no more, no more, no more, no more". Poco più avanti, la biblioteca presidenziale di Carter. "Molti cerchi si chiudono" pensai sistemandomi gli occhiali da sole, uguali uguali a quelli di Jack, Elwood e Ray.
Georgia on My Mind
Written by: Stuart Gorrell
Composed by: Hoagy Carmichael
Georgia, Georgia, the whole day through
Just an old sweet song keeps Georgia on my mind.
Georgia, Georgia, a song of you
Comes as sweet and clear as moonlight through the pines...
Vimercato da robgrassilli - 14 Giugno 2004
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