Ma non vesto Versace
| By Gianluca Armani. Replicato qui da Roberto Armani. |
La storia di
Luca Armani è nota: proprietario di un timbrificio, da sei anni lotta contro il proprio cognome.
O, meglio, con quello che si ritiene il legittimo proprietario del suo cognome.
Luca registra il dominio
www.armani.it il
24 ottobre 1997: a quei tempi Internet - nella convinzione comune, ma soprattutto per i canoni di uno stilista - era un gingillo per sfigati che non si sarebbero mai potuti permettere un capo d’alta moda. Neanche uno
prèt-a-porter, forse.
Poi succede che si gonfia la bolla speculativa: gira voce che la rete è il futuro, che con Internet si fanno i soldi, che la nuova frontiera dell’economia è il commercio elettronico. E allora uno, anche se di mestriere fa lo stilista, si sveglia e pensa che ci deve essere, a tutti i costi.
Siccome è uno stilista, fa lo stilista, e ha i tempi di uno stilista, si sveglia tardi, e
registra il suo dominio il 24 aprile 1998, con sei mesi di ritardo.
Lo fa utilizzando nome e cognome, che è poi la firma attraverso la quale si presenta sul mercato.
Poi, siccome è uno stilista, fa lo stilista, e ha i modi di uno stilista, pensa di essere
troppo famoso, e che quelli troppo famosi abbiano il diritto di monopolizzare un cognome, di nobilitarlo, che non fa
chic chiamarsi come mezzo milione di altri poveracci che magari tirano a campare fabbricando timbri...
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Sapete io vesto versace però per me la Vesace andrà in fallimento insomma poveri bambini che dovevano lavorare per lui e ora per lei VERGOGNATEVI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!