13 Luglio 1989
Interviste da Urlo
Procedendo con il recupero della sterminata rassegnatina stampa di LMT, diamo alla Rete questa intervista apparsa sul duro&puro periodico rockettaro "Urlo". Seguiva di non molto l'uscita del primo L.P. della band. Dice e non dice, spiega e non spiega, talpa e non peloponneso.

URLO - bimestrale di rock italiano Anno VII - N° 026 luglio-agosto 1989
(Nome della band citato in copertina assieme a underground life e altri. All'interno: alcune foto della band e la cover di "Bravi Ma Basta")
SASSATELLI ROTOLANTI - SCARAFAGGI DELLA BASSA
di Fabio De Luca
Siamo proprio in un momento bruttino per il nuovo pop italiano, I'empasse dei post-denoviani sembra impossibile da superare e le cose migliori continuano ad arrivare da gruppi di "scuola" britannica (Allison Run, Betty's Blues, Vapore 36): per ironia della sorte la novità più eclatante dello scorso anno è venuta dai Bohemien Flambé, bolognesi con la fregola del cantare in lingua francese, mentre tutto o quasi tace sul fronte dell'italiano (stiamo sempre parlando di "pop"; in area più strettamente rock le cose vanno per fortuna un pò meglio, come dimostrano En Manque D'Autre, Ex, ecc.). Qualcosa però si muove: per motivi indipendenti dal fatto di essere stata la culla della prima new-wave italiana e dunque del "demenziale", mamma Bologna ha allevato nel proprio accogliente grembo anche LINO E I MISTOTERITAL, casa fondata nel 1983, inventori del "pop tri-fulgido" e della musica "afro-parrocchiale" nonché autori di tre demotapes che sono ormai dei piccoli oggetti di culto ("Sbagliandosi in para", "il prosciutto è il cane", "Max lo smilzo") e di un inatteso ellepì, "Bravi ma basta", pubblicato dalla River Nile a metà dell'88.
Si definiscono "la risposta italiana ai Litfiba" e, ovviamente (visto che sostengono la musica essere "venuta dopo" la loro peculiarità maggiore sta nei testi, piccoli manifesti di ingenuità consapevole, proclami di insofferenza verso modaioli e telegiornalai iettatori ("I peggiori storie d'amore affogate tra piatti da lavare e ricordi d'infanzia ("Maledetta Domenica!", Venditti è schiattato d invidia!) o ancora noziosismi da terza elementare in chiave rap ("Sussidiario" anche se non piace, per lo meno si ripassano un pò di tabelline...). Nulla a che vedere con il "demenziale" comunemente inteso, che sia l'acidZapp di un sardonico Sandro Oliva o la poesia deragliante di Freak Antoni, piuttosto un linguaggio pescato dall'Immaginario collettivo (personaggi TV e luoghi comuni a go-go), una specie di "slang" recuperato dalle conversazioni informali tra amici.
A mio parere, la grande forza dei Mistoterital sta nell'aver trasferito nelle canzoni, senza passaggi intermedi, quel parlato bambinesco-giovanile che -bene o male- appartiene o è appartenuto a tutti noi: non il giovanilese plastificato dei nuovi-comici berlusconiani, ma proprio la "lingua" del cortile, del bar sotto casa e dei compagni di scuola, con tutti i suoi soprannomi, le sue fisime lessicali e le licenze poetiche; tanto specifica e "codificata" che si rischia di rimanerne esclusi, se non si appartiene alla cerchia degli "iniziati". Cosi, ascoltando i Mistoterital capita di rimanere interdetti (e pure di perdere metà del divertimento) se non si sa chi è "Gandini", chi si nasconde dietro "Gispo il Babirussa" o come è nata "Ti conosco mascherini": all'uopo è consigliabile integrare l'ascolto con la lettura di "THE FANZ", organo ufficiale per la diffusione del Mistoterital-pensiero, redatto periodicamente dai Mistoterital medesimi insieme al loro affezionato entourage.
L'intervista a seguire è stata realizzata la sera del 31 Dicembre scorso, attorno al tavolo del cenone (questo ad almeno parziale giustificazione delle cose che leggerete!): hanno partecipato Phil Anka, Ted Nylon e Bob Rodiatoce, rispettivamente voce, voce/tastiere e voce/chitarra, mentre Lauro O' Cardigan (chitarra solista) è intervenuto solo per un breve istante, ma esprimendo un'opinione decisa e fondamentale. Assenti dalla scena Steve Cotton Job, "la fucina del ritmo", e l'eclettico bassista Ronnie Shetland...
CHE FIBRA!
Togliamoci subito il dente: vi chiedo se la definizlone di "post-demenziali" vi garba oppure no, così non ci pensiamo più...
Phil: Ma si, penso che siamo anche post-etelegrafi, e poi post-vivaldiani, visto che siamo nati dopo Vivaldi.
Ted: Però anche pre-vival
Phil:Si,soprattuttopre-vival:come abbiamo sempre detto, noi facciamo il revival anticipato della musica degli anni'90. Questa è una cosa abbastanza impegnativa.
Ted: Ma parlaci un pò di te...
No, no, qui lo domande le faccio io! So che le vostre etnie sono varie ed eventuali, provenite da più e più parti d'ltalia...
Ted: Però siamo una cosa sola!
Phil: Che mistero, eh!
Bob: Siamo uni ed esini.
... Qualcuno vuol gentilmente fare un riassunto delle provenienze precedenti?
Phil: Siamo un gruppo cispadano, innanzitutto: ed abbiamo Bob che è di Bolzano, Ted di Palmanova. . .
Ted: Noi siamo la mitteleuropa dei Mistoterital, per noi Francesco Giuseppe rlmane sempre un modello da imitare, ed ogni primo dell'anno ci alziamo presto perché non possiamo rinunciare al Concerto di Capodanno su Rai Uno, con la Marcia di Radetzky e tutto il resto.
Phil: . . .poi abbiamo Steve Cotton Job che è nativo di Civitavecchia, quasi romano. Ronnie Shetland per questa sera è sardo, esattamente di Iglesias, però sono molti anni che vive a Perugia per cui ha perso il suo accento. . . Anzi, ha perso ogni accento, non dice mai nulla. Quindi Lauro, che è di Dodici Morelli, una repubblica a parte in provincia di Ferrara.
Chi è Gandini?
Vimercato da robgrassilli - 13 Luglio 1989