11 Agosto 1988
BRAVI MA BASTA recensione su Fire

FIRE, nr.17 agosto-settembre 1988

LINO EI MISTOTERITAL
Bravi Ma Basta (Rivernile/EMI)
di Davide Sapienza

"Le cose cominciate per gioco diventano realtà", canta Phil Anka, nel mezzo di "John Wayne" il pezzo che apre il bellissimo debutto vinilitico dei trifulgidi menestrelli della provincia bolognese. E per ciò che riguarda la storia del loro mistopeople, non vi è nulla da eccepire. Si sa, Bologna ha solide tradizioni di demenziale nel rock, ma questo sestetto che riesce a buttare a terra a colpi di ironia, oltre a saper far ridere di gusto è soprattutto capace di due cose spesso mancanti al nostro italico canzonettare: uno, saper scrivere Canzoni che NON si dimenticano, due, saper Suonare.
Facile, no? Provate ad ascoltare e vi accorgerete di quel che dico. Recensire "Bravi Ma Basta" non mi è facile proprio perché la tentazione di essere "previvalista", "afroparrocchiale", "eccetera" sarebbe forte. Invece vorrei parlarvi di gioielli del pop più serio come "I Peggiori" ("son decine dentro al parlamento / a migliaia quelli che s'occupan d'insegnamento"), melodia vagamente (?) "cavallerizza", con tanto di riferimenti sonori a tutti noti.
Essere seri parlando di questo disco lo si esige perché ascoltando ad esempio "Aspetterò", non si può non restare toccati nel profondo del cuore dall'avvolgente atmosfera blues (in senso di anima) della musica ("questo futuro nessuno me lo leggerà/sei colpi in canna e quel che sarà sarà/aspetterò"), che va a concludersi in un attimo di grande pathos, giusto un momento prima di finire in "Cacca Cacca (Ma Ve Lo Dico)", funkeggiante rock, che dice più di quel che si sente.
E allora, diranno lor signori? Allora, dico io, che solo il fatto di avere elementi del calibro di Ted Nylon, Ronnie Shetland, Lauro O'Cardighan, Bob Rodiatoce, Phil Anka e S. Cotton "Job" nelle fila di un rock'n'roll band nata ispirata dai Beatles, e soprattutto ad uno scanzonato senso del "pure fun", unito da un'intelligente volontà di dire, rende UNICI i Mistoterital di cui si parla qui.
"Bravi Ma Basta" è proprio il genere di disco che vi farà pensare, saltare, divertire e dire agli "altri" che è vero, è possibile essere, Anagrammi della Vita pigliandola per i fondelli.
In quest'album il "Sussidiario" non è solo un esilarante rap sull'effetto della scuola nozionistica, bensì un "sistema espressivo" che mi è difficile descrivervi senza dimenticare di dire che spesso "le cose cominciate per gioco diventano realtà": o come dice Ted Nylon: "Valvassori Valvassini, Siamo Tutti Remigini".. (la soluzione a pagina 1996)

Vimercato da robgrassilli - 11 Agosto 1988

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